venerdì 23 dicembre 2011

Truffaut impara da Rossellini




Un Giorno Il regista francese, Francois Truffaut a proposito di Roberto Rossellini disse:

Roberto mi ha insegnato che il soggetto di un film è più importante dell'originalità dei titoli di testa, che una buona sceneggiatura deve stare in dodici pagine, che bisogna filmare i bambini con maggior rispetto di qualsiasi altra cosa, che la macchina da presa non ha più importanza di una forchetta e che bisogna potersi dire, prima di ogni ripresa: "O faccio questo film o crepo"

domenica 30 gennaio 2011

Il Caravaggio di Dario Fo



Dario Fo allestistisce nel 2008, in occasione della mostra impossibile dedicata al più grande artista del Seicento, lo spettacolo-lezione: Caravaggio al tempo di Caravaggio. L'Attore, premio Nobel per la letteratura, rilegge la storia scardinando i luoghi comuni e vi inserisce un artista, non  pittore maledetto, ma uomo del suo tempo che con straordinaria sensibilità descrive il dramma del popolo contemporaneo. Nella sua lezione-spettacolo Dario Fo racconta la tecnica del Caravaggio mostrandoci una convincente ricostruzione  scenica dell'ambiente in cui operava il Pittore dei suggestivi contrasti di luce e ombra che fecero scuola in età barocca e oltre. L'Attore lombardo oltre alle sue abilità mimiche e alle argomentazioni fruibili e coinvolgenti, si serve, in questo spettacolo,  di proiezioni, gigantografie, grafici e in quanto lui stesso artista, anche di schizzi e bozzetti di sua elaborazione. Dalla Lezione ne emerge un figura d'artista capace, con la sua alta professionalità, ma anche con grande coinvolgimento emotivo, di parlare agli uomini del suo tempo e anche a noi. Dario Fo non manca per questo di sottolinearne l'attualità e di rilevare le straordinarie relazioni intercorrenti tra il tempo di Caravaggio e il nostro.


mercoledì 26 gennaio 2011

Mario Scaccia e il teatro oggi



In un'intervista rilasciata al Giornale di Rieti nel 2008, Mario Scaccia, istrionico ed espressivo attore teatrale che ha esordito per la prima volta con Ettore Petrolini ed è stato amico stimato di  Eduardo De Filippo, in seguito a una domanda che gli chiedeva come vedeva il teatro oggi, espresse la sua opinione in questi termini:

"Male, cioè non lo vedo, male in questo senso, non lo vedo, non perché voglio essere geloso del mio modo di fare teatro, ma raramente mi capita di vedere qualcosa di interessante. Non vado quasi più a teatro, sono stato l’altra sera a vedere un mio ex attore che recitava in una compagnia, ci sono andato per lui, per vedere lui. Oggi non ci sono grandi attori, che ci vado a fare?"
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martedì 4 gennaio 2011

Buster Keaton, la tristezza che fa ridere



In un'intervista , chiesero al divo comico degli anni venti, Buster Keaton, per quale motivo non rideva mai. Allora Lui, sempre senza scomporsi e con il suo volto impassibile a qualsiasi emozione, rispose:
  "Fare il comico è un lavoro serio. Se un attore comico ride, il pubblico si convince che quello che vede è tutta una finzione. Io ho imparato, lavorando sul palcoscenico, tra torte in faccia e scherzi vari, che più io mi mostravo stupito per quello che mi accadeva nello spettacolo, e più la gente rideva. Ecco, io non rido mai perché non c'è niente da ridere".
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La noia di Hitchcock




Gira un aneddoto secondo cui, Il maestro del thriller, Alfred Hitchcock, quando si recava sul set era spesso annoiato. il motivo di questa condizione umorale? Il grande regista prima di girare qualsiasi scena, già conosceva, per filo e per segno, ogni azione che dovevano compiere i propri attori, come dovevano essere posizionate le luci, le varie inquadrature eccetera. Quindi, per il noto regista britannico, il film era già finito prima ancora di cominciare a girare le singole scene


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