mercoledì 29 dicembre 2010

Eduardo De Filippo, disubbidiente per passione



In uno dei suoi scritti, il grande Eduardo De Filippo, rievoca le sue esperienze giovanili, non ancora quindicenne, durante i quali ricorda come la fame di conoscenza e la voglia di imparare il meglio dell'arte del teatro, lo spinsero a conoscere tutti i più noti autori della canzone, della poesia e del teatro napoletano. Purtroppo, ricorda rammaricato De Filippo, in questa lista di grandi nomi manca la frequentazione con il poeta che più ammirava: Salvatore Di Giacomo. Causa di questo mancato incontro era l'avvesione di Eduardo Scarpetta nei confronti di Di Giacomo. Di conseguenza, l'autore delle più note farse napoletane, impedì al figlio, Eduardo De Filippo, di frequentare il Poeta e autore di molte belle canzoni. Ma in occasione  di una rappresentazione allestita un po alla buona, al terzo piano di un antico palazzo, il giovane Eduardo fu reclutato per declamare alcune liriche del Poeta. Alla fine della rappresentazione, tra i complimenti del pubblico, al nostro Eduardo parve di sentire la voce di Di Giacomo che diceva: "Eduardiè, bravo! Si l'appura pàtete, stai fisco". (traduzione: se tuo padre viene a conoscenza che hai recitato le mie poesie, per te sono cavoli amari).

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