mercoledì 29 dicembre 2010

Eduardo De Filippo, disubbidiente per passione



In uno dei suoi scritti, il grande Eduardo De Filippo, rievoca le sue esperienze giovanili, non ancora quindicenne, durante i quali ricorda come la fame di conoscenza e la voglia di imparare il meglio dell'arte del teatro, lo spinsero a conoscere tutti i più noti autori della canzone, della poesia e del teatro napoletano. Purtroppo, ricorda rammaricato De Filippo, in questa lista di grandi nomi manca la frequentazione con il poeta che più ammirava: Salvatore Di Giacomo. Causa di questo mancato incontro era l'avvesione di Eduardo Scarpetta nei confronti di Di Giacomo. Di conseguenza, l'autore delle più note farse napoletane, impedì al figlio, Eduardo De Filippo, di frequentare il Poeta e autore di molte belle canzoni. Ma in occasione  di una rappresentazione allestita un po alla buona, al terzo piano di un antico palazzo, il giovane Eduardo fu reclutato per declamare alcune liriche del Poeta. Alla fine della rappresentazione, tra i complimenti del pubblico, al nostro Eduardo parve di sentire la voce di Di Giacomo che diceva: "Eduardiè, bravo! Si l'appura pàtete, stai fisco". (traduzione: se tuo padre viene a conoscenza che hai recitato le mie poesie, per te sono cavoli amari).

lunedì 27 dicembre 2010

Le emozioni di Ingmar Bergman




In una delle rare interviste rilasciate da Ingmar Bergman, gli viene chiesto, tra l'altro, se possono giungere messaggi attraverso il Cinema o il Teatro. Il noto regista svedese rispose più o meno cosi:


"Non si può cambiare il mondo, quello che faccio, lo faccio soprattutto per me. La gente attraverso il cinema riceve soprattutto uno shock, delle emozioni, e io a questo mi limito"

e ancora:


"Il pubblico, al cinema pretende di trovarvi emozioni e io ho il dovere di dargliele."
Approfondisci l'argomento
http://www.cinemadelsilenzio.it/index.php?mod=interview&id=16

domenica 26 dicembre 2010

Agostino Tassi, una vita tra arte e processi



Ai tempi di Caravaggio, operavano molti altri artisti che associarono  alla loro bravura artistica, una vita piuttosto movimentata, tutt'altro che irreprensibile. Agostino Tassi è uno di questi. Egli è diventato celebre non tanto per le sue doti di  paesaggista e quadraturista, cioè colui che collaborava con altri artisti dipingendo ardite prospettive architettoniche, ma per i numerosi processi per stupro, incesto, sodomia, furti, debiti e addirittura accuse di omicidio. Il processo più noto fu quello che lo vide imputato dello stupro nei confronti di una delle poche protagoniste femminili della Storia dell'arte: Artemisia Gentileschi, uscendone, vista la tolleranza del tempo circa le violenze nei confronti delle donne, con soli otto mesi di reclusione. 

lunedì 20 dicembre 2010

Pavarotti - Bocelli, l'umiltà dei grandi



Circola un aneddoto secondo cui  Zucchero Fornaciari, il noto cantante pop italiano, avendo appena scritto il brano "Miserere", voleva farlo ascoltare al grande maestro Pavarotti tramite la voce di un ancora sconosciuto Andrea Bocelli. Appena sentita la versione del giovane tanore, Pavarotti esclamò:

 "non serve che la canti io, perché questo Bocelli lo ha già fatto benissimo e forse meglio di me".

mercoledì 8 dicembre 2010

Il miglior film secondo Woody


Quando vennero assegnati gli Oscar come miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista, miglior sceneggiatura originale, Woody Allen non fu presente alla cerimonia di premiazione. Quando gli chiesero la motivazione disse : 
"chi è che può decidere quale sia il migliore? Credo sarebbe meglio se i rappresentanti dell'industria cinematografica s'incontrassero ogni anno e, in modo solenne, dicessero soltanto: “Questi sono i nostri preferiti tra i film di quest'anno! Tutti noi votiamo e questi sono i nostri cinque film preferiti”. Non il miglior film, perché tutti i film che hanno ricevuto la nomination sono così diversi, ognuno a suo modo".

martedì 7 dicembre 2010

Luciano De Crescenzo: anziano ma non troppo



In un intervista rilasciata a Argoeditore.net in occasione di una conferenza sullo scorrere del tempo nel 2002, lo scrittore Luciano De Crescenzo racconta questo aneddoto:
Non molto tempo fa una bella ragazza - molto bella! - mi ha fermato e mi ha detto: "Sono una volontaria, sa dirmi dove si trova la casetta degli anziani?" "Signorina - le ho detto - oggi è chiusa; però io sono anziano, se lei intanto si vuole allenare con me..." Non ha voluto... Evidentemente non le sono sembrato troppo anziano!
Ma da questo si capisce un'altra cosa: il comportamento conta più dell'età
approfondisci l'articolo
http://www.argoeditore.net/orologio/Archivio/oro110/decrescenzo.htm

venerdì 3 dicembre 2010

Monicelli e il cinema oggi






n un'intervista del 2009 per Culturamedia Magazine, Lorena Crisafulli chiese al regista Mario Monicelli:
Che cosa è cambiato di significativo nel modo di far cinema dagli anni ’30 ad oggi?

E’ cambiato tutto. Quello di oggi non è più un cinema che rappresenta con spregiudicatezza, con coraggio, l’Italia che ha di fronte. Non racconta più questo. Salvo pochissimi casi che sono perle nel fango, non ha nessun impegno, né sociale, né culturale. Non racconta più l’Italia come ha fatto il cinema del dopoguerra degli anni ’50 e ’60. Si guarda solo alle solite storielle da quattro soldi basate sul sesso (molto), nudità e gelosie. Storielle che finiscono come bere un bicchier d’acqua o che hanno successo una sola stagione e poi spariscono, finendo nell’immondezzaio e nessuno se ne ricorda più. Specialmente quelli italiani, perché qualche buon film dall’estero proviene.