mercoledì 25 giugno 2008

I Macchiaioli, fame e arte


I pittori che diedero vita a quel nuovo genere pittorico definito macchiaiolo si riunivano a Firenze con un gruppo di artisti che si ritrova ad un Caffè Michelangelo di Via Cavour. Tra i suoi frequentatori del locale c'era tra gli altri anche Lorenzini (il Collodi di Pinocchio). Gli artisti, senza soldi e sempre con fame arretrata, erano alla ricerca disperata di un pasto dopo le chiacchere e gli scherzi al caffè. Telemaco Signorini disse:
"L'unica cosa che rimediavamo a credito con le nostre tavolette dipinte era un "lesso ciuco", di dubbia origine, con digestione secolare. "

sabato 21 giugno 2008

Balzac, scrivere per fame


Honoré de Balzac ( 1799-1850), tra i più famosi e importanti scrittori francesi, è l'autore del ciclo denominato "Commedia umana", una serie sterminata di romanzi che rappresentavano la società del tempo in modo "realista", tanto che Engels, il "collaboratore" di Marx, ammetteva di aver conosciuto la borghesia e il capitalismo meglio dai suoi libri che dagli studi specialistici. Ma perchè Balzac ha scritto così tanto? Il romanziere francese era perseguitato da problemi economici, che l'hanno spinto a fare anche il tipografo e l'editore, e siccome per i feuilleiton (romanzi d'appendice che uscivano a puntate sui giornali) era pagato un tanto a parola, era "condannato" a essere prolifico e prolisso: così che si dilungava spesso eccessivamente nelle descrizioni compiute.

mercoledì 18 giugno 2008

Com'era fatto Giotto?


Uno studio eseguito da un’équipe di ricercatori dell’Università di Pisa sulle ossa di Giotto, ha rivelato come probabilmente erano i caratteri fisici e somatici del noto Artista del Trecento:
“era più basso di un metro e sessanta, con un corpo dal busto lungo e dagli arti corti, aveva una testa grossa, incassata come roccia nel tronco sgraziato e massiccio; non si trattava insomma di un Adone. Il volto tradiva la stessa inequivocabile rozzezza: una fronte sfuggente che quasi ricordava l’uomo di Neanderthal, orbite enormi con occhi bovini, un naso alto e piccolo, sproporzionato all’insieme della figura, una mascella poderosa da buon parlatore e un collo taurino”.

lunedì 16 giugno 2008

La televisione vista da Fo


In un'intervista rilasciata al sito Postcontemporanea del 2004, Dario Fo esprime un giudizio sulla televisione di oggi:
"Beh, è uno schifo, insomma. Si preoccupa soltanto dell'ascolto e non guarda in faccia a niente. Le cose più volgari danno ascolti alti e quindi si va verso la trivialità, la banalità, la mancanza di spirito."

Leggi l'intervista

sabato 14 giugno 2008

Michelangelo Buonarroti e la copia della copia


Nel pulpito del Battistero di Pisa, realizzato da Nicola Pisano nel 1260, l'allegoria della Fortezza è uno dei primi nudi ripresi dall'antichità. Infatti Pisano riprendendo un tema ricorrente nella scultura classica, scolpisce un Ercole al quale attribuisce una virtù morale. Un paio di secoli dopo la stessa posa venne ripresa da Michelangelo Buonarroti per il celeberrimo David.

giovedì 12 giugno 2008

Mantegna ribelle


Il premio Nobel Dario Fo in una sua recita nell'Aula Magna di Santa Lucia a Bologna nel 2006, dal titolo "Mantegna Impossibile" descrive, parlando dell'Artista veneto, l'ambiente nel quale era cresciuto:
"... Per Mantegna, fanciullo schiavo alla bottega dello Squarcione, ci fu molta sofferenza nell'infanzia, una sofferenza che sfociò in una fuga con cui il giovane dimostrò tutto il suo carattere, ribellandosi al maestro-padrone e facendolo poi addirittura condannare. Squarcione era un pittore che allevava a centinaia bambini e ragazzi, iscrivendoli tutti come figli suoi, ma rendendoli schiavi e sfruttandone il lavoro...".

domenica 8 giugno 2008

Dino Risi, due aneddoti


Nel suo libro autobiografico "I miei mostri" edito da Mondadori con prefazione di Marco Giusti, Dino Risi descrive come nacque il film "Il sorpasso":
“Il personaggio de Il sorpasso è nato con un viaggio che feci con un avvocato milanese un po’ pazzo, tale Gigi Martello, che un giorno mi volle portare da Milano a Varese a trovare la sorella, poi a Lugano a comprare le sigarette, e poi mi chiese: ‘Sei mai stato nel Lichtenstein?’ e mi portò a mangiare dal Principe del Lichtenstein, nel cui castello siamo entrati mostrando la tessera del tram del Milano per farci passare come giornalisti. Così mi è venuto in mente di raccontare una storia simile..."
In un'intervista di Giancarlo Dotti del 2007 per il quotidiano "La Stampa", alla domanda:
Le piacciono gli italiani? Dino Risi rispose:
«Mi piace la gente comune. Mi piacciono i falliti. Io sono un fallito. Nanni Loy mi diceva: “Tu sei un fallito riuscito, io un fallito e basta"».

venerdì 6 giugno 2008

Il seguito di Charlot


Charlie Chaplin, era sceso un giorno, con un modestissimo bagaglio, all'albergo più lussuoso di Atlantic City.
Sul registro dei viaggiatori figuravano nomi illustri: " La duchessa Tizia e il suo seguito ", " Il principe Caio e il suo seguito " e così via.
Allora Il celebre comico sentendosi sminuito da tutte queste nobili personalità, con la sua vena comica e auto ironica, vi scrisse:

" Charlie Chaplin, il suo seguito...a domani ".

lunedì 2 giugno 2008

Ray Charles e il tatto dei giornalisti


A volte i giornalisti nelle loro interviste ai grandi personaggi dell'arte, sono completamente privi di tatto. Essi fanno domande indiscrete che vengono prontamente ridicolizzate dalle risposte auto ironiche degli artisti. Un cronista infatti, in un'intervista al grande Ray Charles chiese:
"Si è mai sentito discriminato o inferiore essendo nato cieco?"
"Assolutamente no, pensa se fossi nato negro!" fu la risposta.