giovedì 8 maggio 2008

L'autoisolamento di Proust

Lo scrittore francese Marcel Proust (1871-1922) viene ricordato anche come “l’angelo della notte”. Ciò sta a indicare una abitudine che si consolidò a un certo punto della sua esistenza. Infatti, dopo anni di vita mondana con frequentazione di salotti alla moda (dei quali parlò anche in corrispondenze per l’importante quotidiano “Le Figaro”) e numerosi viaggi e addirittura un duello, si dette, in seguito all’aggravamento delle condizioni di salute, a vita ritirata e a una vera e propria autoreclusione. Nel 1909, lasciato l’appartamento di rue de Courcelles, si trasferì al n. 102 del Boulevard Haussmann a Parigi, nel quale fece rivestire di sughero – per garantirsi un isolamento acustico - le pareti della stanza da letto dove si dedicò interamente alla stesura della suo monumentale romanzo, “Alla ricerca del tempo perduto”, nel quale rievocò la sua vita precedente. Proust dormiva di giorno, con le imposte chiuse per evitare la luce, e scriveva di notte disteso a letto. Si abbonò addirittura al “teatrofono”, che gli permetteva di ascoltare da casa, attraverso il telefono, rappresentazioni tenute nei teatri parigini. La riproduzione della sua stanza insonorizzata è ora al Museo Carnavalet nella capitale francese.

Link utili:

www.marcelproust.it
www.proust.it




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