sabato 26 aprile 2008

Dai "telefoni bianchi" a "Ossessione"



Il regista Luchino Visconti era famoso per “il lavoro sugli attori”, cioè per il modo con il quale riusciva a ottenere gli effetti desiderati da coloro che recitavano nei suoi film. Per la sua prima pellicola, l’allora giovane regista milanese doveva dirigere nel 1942 Clara Calamai, già affermata attrice del cinema italiano. Abituata a impersonare donne belle e magari ricche nel cinema dei cosiddetti “telefoni bianchi” d’età fascista, mal s’adattava a impersonare la bellezza un po’ sbattuta della popolana Giovanna. Per ottenere l’effetto voluto in una scena particolarmente drammatica, nella quale la Calamai doveva apparire – controvoglia – scomposta e scarmigliata, il regista le appioppò un manrovescio e girò la scena. E quel volto, così immortalato, rimane uno dei suoi primi piani più intensi e significativi.

Nessun commento: