mercoledì 30 aprile 2008

Le risorse degli artisti


La creazione artistica è un processo inarrestabile, nonostante menomazioni fisiche stabili o temporanee. È noto come Beethoven continuasse a comporre pur essendo divenuto sordo. Possiamo ricordare due casi di scrittori italiani. Il primo riguarda Gabriele D’Annunzio. Il Vate della letteratura italiana perse un occhio durante un atterraggio d’emergenza nella prima guerra mondiale. Per poter scrivere con gli occhi bendati si fece approntare dei cartigli, strisce di fogli corrispondenti ciascuna a una riga di testo, sulle quali poteva vergare le sue parole in linea retta seguendo i margini del foglio stesso (cartigli che ora si possono vedere al Vittoriano dannunziano sul Lago di Garda). Un sistema analogo adoperò Carlo Levi, momentaneamente cieco per un intervento agli occhi, che si fece predisporre invece una griglia da appoggiare sul foglio: sistema con il quale scrisse il libro “Quaderno a cancelli” uscito nel 1979. E dipinse, in quello stesso periodo, anche 146 quadri!


martedì 29 aprile 2008

L'economia di donna Olimpia


Si racconta che il famoso musicista, Gioacchino Rossini, durante la sua permanenza a Parigi , organizzasse ogni sabato, delle serate musicali invitando i personaggi più noti tra gli artisti e la nobiltà del tempo. Durante queste serate gli invitati si intrattenevano anche a cena, ma, cosa curiosa, in questi banchetti non si arrivava mai alla frutta che faceva bella mostra nella sala da pranzo, perché in casa Rossini si verificava sempre qualche evento che costringeva gli invitati ad alzarsi anzitempo dalla tavola. Un giorno, Il maestro napoletano Francesco Florimo, abituale frequentatore del Noto musicista, insospettito chiese spiegazione a un cameriere, il quale rispose:"Maestro Florio, deve sapere che la signora Olimpia (moglie di Rossini), è un donna attenta all'economia della casa, e quindi la bella frutta che vedete esposta, ella la prende a nolo per poi restituirla il giorno dopo".

lunedì 28 aprile 2008

La firma di Michelangelo,


Un noto episodio dell'attività giovanile di Michelangelo Buonarroti narra che quando l'Artista realizzò una delle sue opere giovanili più popolari: la "Pietà", oggi situata nella Basilica di San Pietro a Roma, si trovò per caso ad ascoltare alcuni dotti che ammiravano il suo Capolavoro attribuendo però il manufatto a un altro artista del tempo. Indispettito e preso da orgoglio giovanile, una sera, quando l'Opera già era stata esposta al pubblico, si armò di martello e scalpello e incise il suo nome sulla fascia che attraversa obliquamente il seno della Vergine. Sembra che questa sia la sua unica scultura firmata.


sabato 26 aprile 2008

Dai "telefoni bianchi" a "Ossessione"



Il regista Luchino Visconti era famoso per “il lavoro sugli attori”, cioè per il modo con il quale riusciva a ottenere gli effetti desiderati da coloro che recitavano nei suoi film. Per la sua prima pellicola, l’allora giovane regista milanese doveva dirigere nel 1942 Clara Calamai, già affermata attrice del cinema italiano. Abituata a impersonare donne belle e magari ricche nel cinema dei cosiddetti “telefoni bianchi” d’età fascista, mal s’adattava a impersonare la bellezza un po’ sbattuta della popolana Giovanna. Per ottenere l’effetto voluto in una scena particolarmente drammatica, nella quale la Calamai doveva apparire – controvoglia – scomposta e scarmigliata, il regista le appioppò un manrovescio e girò la scena. E quel volto, così immortalato, rimane uno dei suoi primi piani più intensi e significativi.

La rivoluzione della candela



Spesso non ci si rende conto come piccole invenzioni siano state estremamente importanti per lo sviluppo della società cambiando radicalmente alcuni aspetti della vita quotidiana. Una delle invenzioni che ha avuto un ruolo fondamentale anche per quanto attiene alle scelte espressive nel campo dell'arte, fu l'invenzione della candela in cera di paraffina, anche in Europa, nei primi anni del diciassettesimo secolo. Così in pochi anni artisti e letterati ebbero davanti non solo una giornata più lunga ma soprattutto i pittori, come Rembrandt, Caravaggio, Velazquez, potettero sperimentare per i loro dipinti, effetti di luce che oggi definiremmo cinematografici.

venerdì 25 aprile 2008

La corsa della Magnani


Come nascono certe scene al cinema? È già sempre tutto previsto dal regista e dagli sceneggiatori prima di cominciare le riprese? Non proprio così, soprattutto nel cinema italiano, famoso nel mondo per la sua estemporanea creatività. È il caso della più famosa scena di “Roma città aperta”, nonché una delle più rappresentative di tutto il cinema nostrano. L’amante di allora della protagonista del film, la grande Anna Magnani, per sfuggirle saltò al volo su un’autovettura che subito ripartì. L’attrice, che andò dietro di corsa, incespicò e cadde. Rossellini, folgorato, girò così la celeberrima scena nella quale l’amante (nel film) della Magnani viene gettato dai nazisti su camion, al cui inseguimento si getta l’attrice, che, colpita dai tedeschi, cade in strada abbattendosi sul selciato e restando lì riversa..


mercoledì 23 aprile 2008

Una fortunata scoperta


La tecnica dell'incisione calcografica , secondo come racconta Vasari, in una delle sue fantasiose storielle sugli artisti del suo tempo, nasce per puro caso. Infatti, pare sia stata una lavandaia a suggerire a un orafo, di trasferire su carta l’impronta dei suoi anelli, dando così inizio a una tecnica pittorica che ha avuto grande fortuna ed è stata utilizzata dai più grandi artisti: da Albrect Durer a Pablo Picasso

martedì 22 aprile 2008

Thank you Buster


Buster Keaton, attore, regista e sceneggiatore americano del cinema muto, noto per la sua comicità caratterizzata da una esilarante impassibilità di fronte agli eventi ostili, fece la sua ultima comparsa, sul grande schermo, in un film con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia:"Due marines e un generale" del 1965. In quell'occasione pronunciò una delle poche espressioni sonore della sua carriera: "thak you" .

lunedì 21 aprile 2008

Arte igienico-sanitaria



Circola un divertente aneddoto su una delle più popolari opere di Marcel Duchamp: Un orinatoio capovolto dal titotlo "Fontana" che, vero o falso che sia, fa riflettere sul valore , la qualità e il senso di certe operazioni artistiche.
Un giorno l' inserviente di un museo di New York, vide che tra le altre opere, pronte per essere sistemate per l'esposizione, un orinatoio. Così, tra un brontolio e un'imprecazione, raccolse il sanitario e lo buttò tra i rifiuti. Naturalmente il povero dipendente era ignaro di aver buttato uno dei capolavori dell'avanguardia dadaista. Secondo la leggenda L'Originale manufatto non fu più trovato ma venne facilmente sostituito da una perfetta copia.

domenica 20 aprile 2008

Bisogni impellenti



Eduardo Scarpetta, padre di Eduardo, Peppino e Titina De Filippo e uno dei più importanti attori e autori del teatro napoletano tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, in una delle sue consuete e piacevoli passeggiate in carrozzella, chiese al vetturino: "Pasquà, fermati". scese dalla carrozzella e si apprestò a fare un bisognino urgente. Ma per sua sfortuna proprio in quel momento fu pizzicato da una guardia municipale che, pur avendolo riconosciuto, non potè evitare di comminargli una multa di due lire e cinquanta per quello che oggi chemeremmo "atti osceni in luogo pubblico". dopo un'animata discussione, durante la quale il Noto commediografo cercò di giustificare la sua azione, fu costretto a pagare l'ammenda. Estrasse dalla tasca una banconota da cinque lire, ma il pubblico ufficiale non era in grado di dargli il resto. Scarpetta allora, dopo qualche secondo di riflessione, rivolto al cocchiere disse: "Pascà scendi e fa pure tu!".

sabato 19 aprile 2008

Sana competizione rinascimentale



Nelle sue "Le Vite de'più eccellenti architetti, pittori et scultori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri", Giorgio Vasari racconta un episodio con protagonisti i due padri del Rinascimento artistico: Lo scultore Donatello e l'architetto Filippo Brunelleschi.
Un giorno Donatello chiese all'amico, orafo e architetto, un giudizio obiettivo su un crocifisso di legno che aveva appena terminato. Senza indugio Brunelleschi disse che gli sembrava di vedervi, in quel crocifisso, più un contadino che il figlio Dio. Il povero Donatello, pur avendo lui stesso sollecitato l'opinione dell'amico, ne fù profondamente offeso, e sfidò il Famoso architetto a fare di meglio.
Tempo dopo, Donatello andò a casa di Filippo tenendo nel grembiule una gran quantità di cibo mentre l'amico si era attardato dal panettiere. Appena entrato, vide un crocifisso di una tale bellezza e perfezione che, per lo stupore, lasciò cadere sul pavimento uova e formaggi. Tornato dal mercato Brunelleschi disse: " E adesso cosa mangeremo?". "Tu puoi raccogliere la tua roba: io ho già avuto la mia razione, perchè riconosco che a te è concesso fare Cristi, e a me i contadini" rispose Donatello.

venerdì 18 aprile 2008

Paganini e il cocchiere di Parigi


Niccolò Paganini, il famoso e abilissimo violinista dell'Ottocento, una sera, quando già era molto conosciuto e apprezzato, dovendo eseguire un concerto a Parigi, si avvicinò a una delle tante carrozzelle in attesa di clienti, e chiese al cocchiere quanto costava una corsa che lo conducesse alla sala dove era il concerto:
"venti franchi" fu la risposta
"Le carrozze di Parigi sono pittosto care" aggiunse Paganini
"Ma il furbo vetturino, che aveva riconosciuto il celebre musicista continuò: "Egregio signore, quando si guadagna 4.000 franchi per suonare sopra una corda sola, si puo pagare 20 franchi al cocchiere"
Paganini non rispose a questa punzecchiatura, ma salì in carrozza e si fece condurre alla sala, quando scese guardò la tariffa, e constatò che al vetturino spettavano 2 franchi; glieli diede e gli disse:"gli altri diciotto te li darò quando saprai portarmi in carrozza con una ruota sola".

giovedì 17 aprile 2008

Indisciplinato Renoir





Un aneddoto, raccontato dallo stesso August Renoir, mostra quello spirito di cambiamento anche nel modo di porsi nei confronti della creazione artistica da parte degli impressionisti. Infatti, pur concordando su alcuni elementi di base, come l'uso di colore puro dato sulla tela con vigorose pennellate e non mescolato preventivamente sulla tavolozza, gli artisti esprimevano una personale gioia e vitalità interiore attraverso la negazione di ogni regola precostituita. A tale proposito Renoir ricordava:
Quando, molto giovane, studiavo presso lo studio del pittore Charles Gleyre,
un giorno, il maestro, disturbato dalla mia insofferenza a ogni regola e dai mie colori cangianti e dal tratto vigoroso, mi disse:
"Quindi voi dipingete solo per divertimento?" "Ma certamente - rispose Renoir - e se non mi divertisse, vi prego di credere che non lo farei".

Grande intesa tra i mitici Beatles



Sembra che un giorno, un fans dei mitici Beatles, dopo un concerto ebbe l'occasione di assistere a un'accesa discussione, tra Paul McCarteney e Il batterista Ringo Star, che lo lasciò attonito. In quell'occasione, Paul rimproverava a Ringo di aver suonato in modo orrendo una certa canzone. Ma come? - rispose il famoso batterista - quella canzone rientrava nel repertorio di stasera? Ma io quel brano non l'ho proprio suonato!

mercoledì 16 aprile 2008

Le stramberie di Dalì


Si dice che Salvator Dalì, sicuramente il più popolare tra i surrealisti, una giorno si recò a prendere una aperitivo presentandosi al bar in groppa a un cammello, con un fiore di giglio in mano e con la piacevole compagnia di una modella vestita da zebra. Un matto? No, era solo uno che sapeva vendere la sua immagine.

martedì 15 aprile 2008

L'orecchio di Van Gogh


Spesso la vita degli artisti ha il sopravvento sulle loro opere. Un aneddoto curioso e divertente, lo racconta Massimo Zanicchi nel suo libro "Pittori piuttosto pittoreschi". Sembra che in una esposizione pubblica, nel 1935, a New York, con opere di Van Gogh, un giovane artista americano ebbe l''impressione che i visitatori fossero attratti maggiormente dalle vicende personali del pittore olandese che dalle sue tele. Per avere conferma di questa intuizione, ideò uno scherzo paradossale: con il beneplacido del direttore del museo modellò e fece esporre, chiuso in una teca, un finto orecchio che , lasciava intendere la didascalia, era l'orecchio tagliato offerto da Van Gogh a una prostituta francese. In conclusione ebbe così tanto successo l'esposizione della Reliquia che il direttore dovette rimuoverla per placare l'eccessivo scompiglio provocato. Che l'episodio sia vero o falso poca importa. Sicuramente la dice lunga sul vero interesse delle folle di turisti di fronte agli eventi più popolari dell'arte.

lunedì 14 aprile 2008

Il perfezionismo di Hitchcock




In quanto tempo si gira una scena come come quella della doccia in "Psycho" ? Il famoso maestro della suspense, Alfred Hitchcock, per girare quei terribili 45 secondi, nel film del 1960, utilizzò 72 posizioni di cinepresa impiegando 7 giorni di lavorazione. Chi era il maniaco allora?

domenica 13 aprile 2008

La Fontana dei quattro fiumi




Come si ottengono le commissioni soffiandole ad altri artisti ugualmente validi? Accaparrandosi la benevolenza di mogli, cognate o amanti del committente naturalmente. Sembra infatti che Gian Lorenzo Bernini, abbia soffiato la commissione della "Fontana dei quattro fiumi" al suo storico rivale, Francesco Borromini, regalando alla influente cognata dell'allora papa Innocenzo X, Donna Olimpia, un modello della Fontana in argento massiccio.

Le visioni di Kandinkij


I primi anni del secolo scorso furono ricchi di esperienze artistiche che rimettevano in discussione il ruolo dell'arte. Il periodo tra il 1900 e il 1915 è caratterizzato quindi dalle avanguardie artistiche del Novecento che sperimentano nuovi mezzi espressivi. Nasce in questo periodo, dalle intuizioni di Kandinskij, l'Astrattismo.
In un aneddoto l'artista spiega come l'oggetto scompare dalle sue opere:

Un giorno Kandinskij, tornato a casa, vide nella penombra un quadro che apparve ai suoi occhi di una bellezza indescrivibile. Non riusciva a leggere il soggetto, era incomprensibile. Di chi era questo quadro? Era proprio un suo dipinto che era stato appoggiato, sottosopra , a una parete della stanza. da allora, quello che è stato riconosciuto il creatore dell'astrattismo, comprese che l'oggetto distraeva dalla bellezza spirituale delle forme e dei colori.

sabato 12 aprile 2008

Il fumo di Monet


Un luogo comune vuole che gli impressionisti dipingessero, con immediatezza, il paesaggio che appariva esteticamente attraente ai loro occhi. In effetti, spesso e volentieri, gli artisti curavano la regia dei loro soggetti sistemandoli secondo un ideale visione. Claude Monet per esempio, sembra che una volta si sia accordato con il direttore della ferrovia per fermare i treni, caricarli con molto carbone e ottenere così quelle belle fumate delle locomotive che possiamo ammirare nelle sue opere.

venerdì 11 aprile 2008

L'azzurro di Michelangelo


Quando Michelangelo Buonarroti dipinse Il Giudizio Universale, lo fece utilizzando, senza riserve, il lapislazzuli (il blu oltremare). Tale pregiato colore, costosissimo a quei tempi, venne usato dal noto Pittore con molta parsimonia invece, vent'anni prima, per la decorazione della Volta della Cappella Sistina. Fu una scelta dettata dall'ispirazione del momento? Nient'affatto, il motivo della scelta ha ragioni volgarmente economiche: quando Michelangelo dipinse la Volta dovette sostenere le spese per colori e materiali, mentre quando realizzò, molti anni dopo, Il Giudizio Universale, fu tutto finanziato dal papa.

Chiese grandi e piccole


San Carlino, soprannominata San Carlo alle quattro fontane, è uno dei massimi esempi di architettura barocca. Realizzata a Roma da Francesco Borromini, tra il 1638 e il 1641, ha un perimetro che potrebbe essere contenuto in uno dei piloni che sorreggono la cupola di San Pietro.

Anche gli artisti devono campare


In un'intervista un giornalista chiese a Giorgio De Chirico, padre della pittura metafisica, come mai dipingesse spesso cavalli, convinto che le motivazioni fossero strettamente legate all'ispirazione e alla creatività dell'Artista. La risposta?
" Perchè me li chiedono".

giovedì 10 aprile 2008

Chi ha dipinto guernica?


Guernica è certamente l'opera d'arte più popolare del secolo scorso. Per la carica espressiva che comunica attraverso le sue deformazioni di origine cubista. Essa è simbolo e denuncia contro la brutalita di tutte le guerre e l'eccidio di milioni di vittime civili. L'Opera rappresenta il borbandamento, nel 1937, della città basca, da parte della Luftwaffe durante la guerra civile spagnola.
Ecco un'altro aneddoto che mostra come gli eventi determinino una carica emotiva che si trasforma in forza espressiva:

In una esposizione pubblica del dipinto "Guernica", un soldato del Führer chiese a Picasso: "L'avete fatto voi?" "no, rispose l'artista, "l'avete fatto voi con la Luftwaffe".

Il realismo di Picasso


Gli artisti, in genere, restano sempre esterrefatti dalla poca sensibilità e superficialità di alcuni fruitori che rincorrono cose scontate senza tener conto di una peculiarietà dell'arte: proporre una visione deversa del mondo. Un'esempio calzante di questo atteggiamento ci viene fornito da questo simpatico aneddoto sul più grande artefice dell'arte del Novecento: Pablo Picasso.
Uno dei tanti critici della prima ora, chiese a Picasso perchè la sua arte era poco realistica. a questa assurda richiesta, inconcepibile da chiunque abbia avuto una minima formazione artistica, Picasso, di rimando, chiese all'avventore di mostrargli qualche esempio di realismo. Il suo interlocutore allora, convinto delle proprie idee, tirò fuori la foto della moglie. Il Nostro artista guardò l'immagine e con aria perplessa disse: " quindi sua moglie è alta cinque centimetri, bidimensionale, senza braccia ne gambe e senza colori tranne le sfumature di grigio?".